Oggi scrivo molto meno, è un piccolo miracolo questo nuovo diario, cui spero di dare un'esistenza mgliore, anche se lo trovo esteticamente brutto. Si vede che ho perso qualcosa per strada. Anche le risme di carta davanti al computer, per ritrarre il mondo, sono finite. Disegno poco, disegno se me lo chiedono, ma anche in quel caso ricevo gli stimoli di un sasso.
Pazienza.
Sto sublimando tutto in un atto concettuale. In me rivivono le epoche del passato, dove l'Artista da mero imbianchino si guadagna la dignità intellettuale. Forse punto prorpio a questo. Il rispetto. Rispetto per il solo fatto che faccio quello che mi piace. Rispetto per una materia vista con curiosità, come un circo, una fantasticheria, invece di convincersi che sia lo scheletro di questo mondo marcito, l'invisibile realtà visibile coi nostri occhi. Che paradosso, vero? Tanta Arte sotto il naso di tutti e non la vede nessuno.
è vero...
Alle mie mani manca quell'agire di propria coscienza. Masturbare parole e immagini, manca l'adolescenza del mio lato artistico. Non so se sono maturo o solo in una fase transitoria, ma effettivamente è cambiato il mio modo di godere l'Arte. Ho trovato il coraggio di telefonargli, ci sono uscito, c'è stato un primo bacio. Chissà se si consoliderà il rapporto con l'Arte. Oppure tornerò a farne seghe scritte e disegnate.
Quel che mi aspetta non lo so, ma intuisco che sto intraprendendo la giusta strada. Non è poco, sono sicuro che molti pagherebbero per sapere anche solo questo. E quanto sangue, quanti neuroni ho pagato per questo. Ma mi piace. Mi piace proprio.
Il Paradiso per me è un riflesso del Pozzo.
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