Sono convinto di no. Ma possono cambiare le persone. E quindi forse...
Al contrario dell'atro cantante omaggiato il mese scorso, Freddie, con Rino mi ritrovo in grosse difficoltà.
L'aggettivo "mitico" non gli si confà.
Fin da ragazzino mi sono sentito molto vicino a lui come persona, un'empatia speciale, nemmeno De Andrè ci è riuscito, Rino era molto simile a quei parenti che non ho mai visto ma che aleggiano nella memoria degli altri. Penso che solo un calabbbrese (le B in più sono puramente volute) riesca a coercire l'anima di Rino, a trovare tra le sue canzoni sfumature di paesaggi vissuti. Poi, certo, ci sono anche quelli che lo ascoltano!
Mi aveva fatto un gran piacere trovarmi a Prato e scoprire che molti canticchiavano (oltre a Gianna) Mio fratello è figlio unico, E io ci sto, La zappa, il tridente, il rastrello.
Siamo tutti un po' terroni, mi sa.
Oppure ci si inchina all poesia che già dal titolo è immensa.
Mille e più volte ho preso in prestito (citato) le parole di Gaetano, non riesco a fare meglio di così.
Nessuno potrebbe.
Scrissi anche una poesia praticamente dettata da lui, (non mi piace l'autopromozione, ma la faccio lo stesso : leggete) prorpio per incapacità di scrivere lo stesso concetto che già Rino aveva così precisamente espresso.
Quando mi chiesero come mai mi piaceva tanto risposi:
"Ma secondo voi chi altri potrebbe mettere Otto Von Bismark in una canzone d'amore?"
e penso sintetizi tutto. Rino è una costante del mio quotidiano, non so aggiungere altro.
Non ho voluto fare un analisi, sarebbe riduttivo, e le parole delle volte sono futili.
Come ai compleanni, basta fare gli auguri.
Non essendo in grado nemmeno di scegliere la canzone ideale, ve ne metto una non sua!
Ni vidimo, Rinu.

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