24 ottobre 2011

Pieter Bruegel il Vecchio

Non ho particolari idee da sviluppare, ma ogni tanto mi ricordo che questo spazio è anche un diario.
Non amo parlare di me, di quello che mi capita. Faccio cose divertenti, mi accadono episodi che mi piace esporre al bar, tra fumo e black russian.
Scrivere è tutt'altra cosa. Quando leggi e scrivi non stai invecchiando, sei in uno stato profondo dell'esistenza, diventi una lucciola, come mi suggerisce Scalfari, e ti accendi.
Poi torni alla vita e ti senti più pronto.
Raccontare, parlare comporta un'accensione di più sensi che probabilmente fanno spegnere la nostra luce. Parliamo, ma contemporaneamente sentiamo, annusiamo, guardiamo. Ed ovviamente non ci accorgiamo.
In sostanza, forse non amo scrivere di me, di quello che mi capita.
Il mio ego è di sicuro sempre presente, cripticamente celato negli spazi e nella punteggiatura come mi hanno detto. E probabilmente c'è un sottile piacere nel fare ciò, ma assolutamente non credo sia rivolto alla mia persona. No, lo dico perchè mi va".

Fatta questa futile premessa, riempiamo il diario con qualche evento nato in settimana.
La Morte ha sempre la prima pagina.
Siamo davvero sicuri? Perchè i necrologi sono dei quadratini rilegati alle ultime battute di un quotidiano e Gheddafi e Simoncelli padroneggiano sotto la testata? Un paradosso bellissimo, ancora più intricato da quello che i due dipartiti erano in vita: un vecchio e viscido tiranno il primo, un giovane e dolce campione il secondo. Non voglio sempre ribadire i soliti concetti, ma perchè per uno esultiamo e per l'altro piangiamo? Sembra ovvia la risposta, ma a me pare che l'indifferenza di qualche giorno fa sia facilmente annullabile con il cordoglio di questa domenica. Non voglio essere frainteso, sono anch'io dispiaciutissimo per Sic,(soprannome che mi suggeriscono essere nato dall'abbreviazione televisiva del pilota, ma che tenerezza!) ma sono ancora più dispiaciuto dal sapere che ce ne dimenticheremo in fretta. Forse proprio Valentino Rossi, simbolo di spensieratezza, avrà un indelebile ricordo.
E mi spiace, riprendendo, che la Morte in prima pagina abbia rubato scena ad alcuni eventi, di piacevole importanza, ma sono altresì contento che le solite quattro minchiate siano passate in secondo piano. Eppure quanto avrei voluto sentir parlare di All Blacks campioni o del nuovo crollo di Pompei (vi esorto tra l'altro di andarla a vedere perchè fra pochi anni saprirà!).
Ma nei giornali non si scrive di sogni.
Io invece in questa settimana di disastri ho festeggiato l'onomastico, ho avuto un po' di febbre, ma in generale me la sono prorpio spassata. Come vedete è molto più divertente la vita degli altri.

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